Cricche dopo la tempra: perché si formano e come prevenirle
Le cricche dopo la tempra rappresentano una delle criticità più importanti nei trattamenti termici dell’acciaio. Anche una microcricca difficilmente visibile a occhio nudo può compromettere l’affidabilità di un componente, soprattutto quando il pezzo deve lavorare sotto carichi ciclici, urti o elevate sollecitazioni.
La comparsa di una cricca, tuttavia, non dipende necessariamente da un singolo errore. Materiale, geometria, stato iniziale del componente, parametri di riscaldamento e modalità di raffreddamento concorrono al risultato finale.
Comprenderne le cause è quindi fondamentale non soltanto per risolvere un problema già presente, ma soprattutto per prevenirlo.
Perché possono formarsi cricche dopo la tempra?
Durante la tempra, l’acciaio viene sottoposto a importanti variazioni termiche e trasformazioni metallurgiche.
Il riscaldamento e il successivo raffreddamento generano variazioni dimensionali e tensioni interne. La trasformazione dell’austenite in martensite comporta inoltre una variazione di volume: se le tensioni generate superano la capacità del materiale di sopportarle, possono comparire cricche.
Il rischio dipende quindi dall’interazione tra processo, materiale e geometria.
Le principali cause delle cricche da tempra
1. Geometria del componente
Spigoli vivi, cambi repentini di sezione, fori e differenze importanti di spessore possono creare concentrazioni di tensione.
Due componenti realizzati nello stesso materiale possono quindi reagire diversamente allo stesso ciclo termico semplicemente perché hanno geometrie differenti.
2. Materiale e stato di partenza
Non tutti gli acciai hanno la stessa risposta alla tempra.
Composizione chimica, contenuto di carbonio, elementi di lega e microstruttura iniziale influenzano temprabilità e comportamento durante il raffreddamento.
Per questo la valutazione del materiale dovrebbe precedere la definizione del ciclo.
3. Parametri di riscaldamento
Temperatura, potenza, frequenza e tempo devono essere adeguati al particolare da trattare.
Nella tempra a induzione il vantaggio è rappresentato dalla possibilità di concentrare il riscaldamento nelle zone funzionali, ma il processo deve essere correttamente dimensionato.
4. Raffreddamento
Anche il raffreddamento svolge un ruolo determinante.
Un gradiente termico troppo severo o non uniforme può aumentare le tensioni interne e quindi il rischio di criccatura.
Cricche e deformazioni sono la stessa cosa?
No.
Una deformazione determina una variazione della geometria del componente. Una cricca rappresenta invece una discontinuità del materiale.
I due fenomeni possono essere collegati alle tensioni generate durante il trattamento, ma devono essere analizzati e controllati in maniera differente.
Questa distinzione è importante soprattutto quando si analizza un componente non conforme dopo il trattamento.
Come individuare eventuali microcricche
Non tutte le cricche sono immediatamente visibili.
Per questo, in funzione del componente e dei requisiti richiesti, possono essere necessari specifici controlli.
Induzione Lombarda dispone, tra le altre attrezzature di laboratorio, di un banco di controllo magnetoscopico gestito da addetti PND di livello 2, utilizzato per la ricerca di eventuali microcricche.
Il controllo del componente non dovrebbe quindi limitarsi al solo valore di durezza.
Durezza, profondità di tempra, integrità superficiale e caratteristiche richieste dal progetto concorrono alla valutazione complessiva del risultato.
Come ridurre il rischio di cricche dopo la tempra
La prevenzione inizia prima dell’avvio del trattamento.
È importante considerare:
- materiale e stato metallurgico iniziale;
- geometria e variazioni di sezione;
- zona che deve essere effettivamente temprata;
- durezza richiesta;
- profondità di tempra;
- parametri di riscaldamento;
- modalità di raffreddamento;
- eventuali controlli finali richiesti.
L’obiettivo non è semplicemente ottenere la massima durezza possibile, ma raggiungere le caratteristiche funzionali richieste mantenendo l’integrità del componente.
Conclusione
Le cricche dopo la tempra non possono essere ricondotte a un’unica causa. Sono il risultato dell’interazione tra materiale, geometria e ciclo termico.
Per questo un approccio efficace parte dall’analisi del componente e continua con la corretta definizione dei parametri e dei controlli finali.
Hai riscontrato criticità sui tuoi componenti o devi definire un nuovo ciclo di tempra?
Induzione Lombarda può analizzare materiale, geometria, specifiche di durezza e requisiti del componente per valutare il trattamento a induzione più adatto alla tua applicazione.




